“Il teatro non è necessario, ma qualcosa di più.
Un luogo dove poter superare le barriere tra te e me,
per non perderci ancora tra la folla ed essere quello che siamo.”
J. Grotowski

Che cos’è il Teatro Terapeutico gestaltico?
È un approccio terapeutico che prevede l’utilizzo del teatro e della psicoterapia come strumento di ricerca del benessere.
E’ Psicoterapia attraverso il teatro: un incontro in cui si combinano tecniche artistiche e terapeutiche, definendo uno spazio espressivo dove si integrano corpo, mente, emozioni e parola per sostenere lo sviluppo del proprio potenziale interno e stimolare i processi di crescita e cura.

Il nostro modo di essere, infatti, è spesso condizionato, senza che noi riusciamo ad esserne consapevoli, dalle nostre esperienze passate. Andiamo nel mondo indossando maschere, comportamenti irrigiditi e reiterati che rischiano di limitarci o di bloccarci nelle nostre tante possibilità espressive.

Il lavoro integrato di tecniche teatrali con la Psicoterapia della Gestalt e l’Analisi Transazionale offre l’opportunità di sperimentare ruoli e posizioni diverse, utili ad assumere punti di vista inediti ed integrare nuove parti di Sé. Sviluppando i propri personaggi interni meno conosciuti e frequentati, che nella vita non hanno né spazio né voce, scaturisce anche la possibilità di conoscenza, di scambio nel gruppo e di cambiamento, anche al di là della scena, in un processo che amplia le possibilità interpretative della realtà e stimolando creativamente la nostra individualità.
Gli attori non diventano i personaggi che stanno interpretando, ma portano in scena le proprie esperienze e i propri vissuti.

Attraverso la “messa in scena” di parti profonde dell’identità, le persone possono essere aiutate a superare periodi di disagio, sviluppando le proprie risorse interne e consentendo l’accesso ad energie fondamentali per il proprio benessere individuale.
In questo senso, le tecniche di Teatro Terapeutico gestaltico assolvono all’importante funzione terapeutica di dare piena espressione e realizzazione a Sé, superando pregiudizi e stereotipi, accogliendo aspetti rifiutati della propria storia o di se stessi e aiutandoci a comprendere meglio “chi siamo” e “come desideriamo essere” una volta liberi da vincoli psicologici e sociali.

E’ un lavoro particolarmente indicato per tutti coloro che sperimentano professioni di aiuto, educative, artistico-espressive e per coloro che desiderino effettuare un percorso strutturato di espressione creativa del proprio mondo interno per il tramite della drammatizzazione teatrale.

Conoscere “L’Altro ME”, quindi, ha il senso di darci la possibilità di esprimerci autenticamente e di scoprire le nostre nuove risorse, di guardare un po’ oltre il nostro modo conosciuto di stare al mondo e di conoscere i nostri “Personaggi interni”.
E’ possibile fare esperienza di nuove parti di Sé generalmente inespresse e imparare a dagli valore, guardarle con attitudine amorevole, lasciarle agire e integrare armonicamente e, in ultima istanza, riappropriarcene. Possiamo “far finta di”, sperimentare condizioni diverse dalla nostra, in una dimensione che può essere anche ludica e divertita, sentirci liberi di abbandonare le regole della vita quotidiana perché protetti dal distanziamento del gioco teatrale.

Questa possibilità di integrazione crea un cambiamento nei nostri schemi emotivi, nelle nostre cognizioni e nel nostro comportamento manifesto, per spingerci nella direzione di nuovi possibili modi di essere, pensare, sentire, comportarsi, entrare in relazione, nella direzione di un Sé integrato e capace di scelte basate su bisogni autentici e maturi.